



Dactylorhiza maculata (L.) Soó. Orchidaceae.
Dactiloriza macchiata.Alt. 3-7 dm.
Boschi, erbosi, radure. Fioritura maggio-giugno.
Pianta erbacea bulbosa con tuberi palmato-divisi. Fusto eretto, foglioso, snello. Foglie inferiori ovato-lanceolate cosparse di numerose macchioline brune; foglie cauline lesiniformi. Infiorescenza multiflora densa, dapprima conica poi cilindrica. Fiori di colore rosato con venature scure; tepali interni riuniti a cappuccio; labello trilobato, allargato e sperone cilindrico rivolto verso il basso.
Le piante di questa specie offrono una morfologia particolarmente volubile di difficile classificazione, ricca di diverse caretterizzazioni fiorali, che alcuni autori definiscono come sottospecie, mentre altri studiosi ritengono essere semplici variazioni intraspecifiche.
La presenza di questa specie nel nostro territorio è relativamente frequente; nelle alte Langhe spesso forma abbondanti e sgargianti fioriture nelle aree fresche ed ombrose, di norma vegeta in terreni umidi e paludosi, nelle radure boschive e al bordo dei fossi.
Dactylorhiza incarnata (L.) Soó. Orchidaceae.
Dactiloriza palmata. Alt. 3-6 dm.
Paludi, luoghi umidi, fossi. Fioritura maggio-giugno.
Pianta erbacea bulbosa. Fusto eretto, robusto, di solito cavo. Foglie lineari-lanceolate, allargate alla base, lucide, spesso prive di macchie brune. Infiorescenza pluriflora, allungata, cilindrica, compatta. Fiori roseo-violetti, brattee lanceolate, acute, scure, più lunghe dei fiori, petali laterali aperti; labello a forma di rombo, quasi intero, sperone cilindrico rivolto all’indietro.
L’epiteto specifico incarnata, significa “rosso sangue” è riferito alla colorazione roseo-violetta dei fiori.
Specie rara in Italia, specifica delle zone alpine, vegeta con efficacia ad altitudini comprese tra 1000-2000 m; rarissima nelle Langhe, dove la sua presenza è limitata a pochissime zone umide nell’alta valle Belbo.
Fino a non molti anni fa le specie di questo genere erano incluse nel genere Orchis, solo dopo i lavori di Soó e Nelson la distinzione tra Dactylorhiza e Orchis è stata largamente accettata dal consesso scientifico.
Dactylorhiza latifolia (L.) Baumann. et. Künkele.
Dactiloriza a foglie larghe. Alt. 15-30 cm. Orchidaceae.
Radure boschive, boschi. Fior. maggio.
Pianta erbacea bulbosa. Fusto eretto, robusto, cavo, glabro, avvolto dalle guaine fogliari. Foglie ovato-lanceolate, lucide, di colore verde chiaro, con macchie scure nella parte superiore. Infiorescenza compatta, ovata, multiflora, con brattee fogliacee. Fiori di colore variante dal giallo chiaro al rosso purpureo; labello romboidale, trilobo e sperone discendente conico-cilindrico.
Il nome del genere Dactylorhiza deriva dal greco daktylos, dito e rhiza, radice, con riferimento alla morfologia allungata dei tubercoli radicali somiglianti alle dita di una mano.
La specie predilige le zone montane; rara nel nostro territorio, presente sporadicamente nelle aree collinari più elevate delle alte Langhe, nei boschi umidi, su substrati sia calcarei che argillosi.
Nello stesso habitat è possibile osservare sia piante con infiorescenza gialla e sia piante con infiorescenza porporina, dando l’impressione di individui appartenenti a specie diverse, ma probabilmente trattasi di variazione fenotipica relativa ai caratteri fisici priva di valore tassonomico, aderiscono ambedue alla stessa specie.
Questa variazione fenotipica comporta modificazioni morfologiche e biologiche in quasi tutte le specie di orchidee presenti nel nostro territorio.
Le particolari condizioni geologiche e climatiche presenti nelle Langhe rappresentano un’ambiente particolarmente favorevole allo sviluppo di specie appartenenti alla famiglia delle Orchidaceae, infatti nel nostro territorio sono state documentate a seconda del metodo di classificazione circa 45-50 specie, molte delle quali di indubbia rarità, diffuse prevalentemente nelle alte Langhe e nelle Langhe meridionali.
Esse rappresentano circa il 50% delle specie di Orchidaceae presenti nel territorio nazionale, che è composto all’incirca da quasi 90 specie.
