




Quercus L. Quercia. Fagaceae.
Genere di piante arboree diffuse nelle regioni temperate e subtropicali dell’emisfero boreale, comprendente circa 300 specie. In Italia sono presenti una dozzina di specie, di cui 4 specie indigene presenti nel nostro territorio.
Genere di difficile determinazione, in quanto è diffusa la tendenza all’ibridazione e la formazione di individui con caratteri intermedi tra le varie specie. Alcuni studiosi asseriscono che tra le diverse specie di Quercus non vi siano vere e proprie barriere genetiche.
Le querce sono piante monoiche con foglie peduncolate, lobate, lucide; fiori maschili riuniti in amenti verdognoli, penduli; fiori femminili raggruppati in spighette sessili; il frutto è una ghianda ovale con la base protetta da un involucro a forma di cupola che copre una parte del frutto
Genere antichissimo, comparso sul pianeta in epoche remote, lo comprova il ritrovamento di fossili risalenti all’era Cenozoica (300.000 anni). È pure un genere molto longevo, in Europa sono stati individuati molti esemplari con età che supera abbondantemente i 1000 anni.
Il nome del genere Quercus sarebbe formato da due parole celtiche, kaer e quer, significanti “bell’albero”; altri autori farebbero derivare il nome dall’arabo al-curq.
Piante mitiche e leggendarie, erano considerate sacre dalle antiche popolazioni celtiche. Nei boschi sacri di querce i sacerdoti druidi celebravano i riti religiosi, per ringraziare gli spiriti della foresta. Le querce incarnavano la forza primordiale, erano il simbolo dell’eterno ciclo vitale e rigenerativo, la congiunzione tra la terra e il cielo.
Gli Arcadi, popolo dell’antica Grecia permeati da una spiccata religiosità naturale attribuivano alle querce l’origine dell’umanità, sostenevano infatti di essere stati querce prima di divenire uomini.
Quercus robur L. Quercia comune. Farnia. Fagaceae.
Altezza 10-30 m. Boschi, ripe. Fioritura aprile-maggio.
Albero (sp. monoica) di grandi dimensioni a crescita lenta. Fusto eretto, robusto, ramoso, chioma irregolare maestosa; corteccia grigio-bruna con placche e fessure longitudinali. Foglie caduche, subsessili, glabre, ovato-lobate, con lobi arrotondati senza peluria, rami in inverno in parte spogli. Fioritura contemporanea alla fogliazione. Ghiande ovate, sessili, riunite a gruppetti su un peduncolo di 3-4 cm, cupola ricoprente 1/3 del frutto. Il legno delle querce è duro e resistente, alquanto pregiato.
L’epiteto specifico robur, derivato da un termine latino che indica la resistenza e la solidità del suo legno.
Componente vegetale essenziale delle grandi foreste planiziali del periodo quaternario, con il carpino formava la fitocenosi del ( Quercus-Carpinetum).
Specie poco frequente nelle Langhe, comune nel Roero.
Quercus cerris L. Quercia cerro. Cerro. Fagaceae.
Altezza 5-25 m. Boschi. Fioritura aprile-maggio.
Albero (sp. monoica) di grandi dimensioni. Fusto eretto, ramoso, a chioma ampia; corteccia grigiastra. Foglie peduncolate, lobate, caduche, ma persistenti secche fino alla fine dell’inverno, lamina ovato-ellittica. Ghianda lunga 3-4 cm con cupola ricoprente metà frutto avvolta da squame lineari. Specie rara in Piemonte; nel nostro territorio ha diffusione relativamente frequente.
Quercus petraea (Mattuschka) Liebl. Fagaceae. Quercia rovere. Rovere.
Altezza 5-30 m. Boschi. Fioritura aprile-maggio.
Albero (sp. monoica) di grandi dimensioni. Fusto eretto, ramoso a chioma ampia; corteccia lucida, grigio-bruna. Foglie leggermente peduncolate, glabre, ovato-lobate, con base acuta, lobi poco profondi arrotondati; le foglie restano in massima parte secche sui rami per tutto l’inverno.
Ghiande sessili, ovate, riunite in gruppetti di 2-4 all’ascella fogliare, cupola ricoprente metà del frutto con squame appressate.
Componente vegetale importante con diffusione frequente nei boschi del territorio.
Quercus pubescens Willd. Fagaceae. Quercia pubescente. Roverella.
Altezza 3-15 m.
Boschi, cespuglieti aridi. Fioritura aprile-maggio.
Albero (sp. monoica) simile a quercia rovere, ma di dimensioni ridotte. Fusto eretto o contorto, ramoso, a chioma irregolare, rami giovani coperti di peluria bianca. Foglie con picciolo corto, lamina ovato-lobata, nella pagina inferiore pelosa, grigiastra, con lobi profondamente incisi; le foglie sono totalmente caduche, cosi che i rami in inverno sono del tutto spogli.
Elemento vegetale frequente nelle cenosi boschive fra le due Bormide.










